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CLASSI DI RISCHIO SISMICO

Diagnosi sismica prima dell’intervento di miglioramento sismico col Sismabonus

Le Linee Guida del SismaBonus, il nuovo strumento di incentivazione, che consente uno sconto fiscale per la messa in sicurezza delle costruzioni esistenti, hanno introdotto 8 classi di rischio sismico, con rischio crescente dalla lettera A+ alla lettera G: : A+ (meno rischio), A, B, C, D, E, F e G (più rischio).

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali introdotte dal SismaBonus, è necessario determinare la classe sismica di appartenenza prima di eseguire qualsiasi intervento volto alla riduzione del rischio sismico.

L’attribuzione della classe di rischio pre-intervento rappresenta la terza ed ultima fase procedurale della diagnosi sismica, ossia l’accertamento dello stato di salute iniziale dell’edificio tramite indagini diagnostiche strumentali e verifiche agli stati limite ultimi previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Il confronto tra la classe di rischio iniziale (pre-intervento) e quella finale (post-intervento) consente di attestare l’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico. In caso di miglioramento sismico, ossia di passaggio ad una o più classi di rischio sismico superiori, si ha diritto allo sconto fiscale previsto dal SismaBonus. Nelle spese incentivabili rientrano anche quelle per la diagnosi sismica (indagini, verifica, classificazione iniziale).

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SCONTO FISCALE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI ESISTENTI

RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO

PARAMETRI PER L’ATTRIBUZIONE DELLA CLASSE DI RISCHIO SISMICO

La nuova metodologia consente di attribuire ad un edificio una specifica classe di rischio sismico, mediante due parametri che tengono conto sia della sicurezza per la vita umana, sia degli aspetti economici collegati a un eventuale terremoto. In particolare, i due parametri sono:

  • la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni degli elementi e riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio;
  • l’Indice di Sicurezza (IS-V) della struttura, in funzione dell’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV).

Con riferimento alle Linee Guida, si individua la classe di rischio sismico della costruzione come la peggiore tra la classe PAM e la classe IS-V.

Si osservi che una nuova costruzione, calcolata e realizzata ai sensi delle vigenti Norme Tecniche delle Costruzioni NTC, si colloca in classe B, avendo un valore PAM pari a 1,13% e un valore IS-V pari a 100%.

Il valore PAM può essere assimilato al costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici che si manifesteranno nel corso della vita della costruzione, ripartito annulamente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione.

Il valore della classe di rischio PAM attribuita a ciascuna costruzione viene migliorato a seguito di interventi che riducono il rischio sismico della costruzione e, quindi, che incidono sul valore PAM. Di conseguenza, la differenza tra il valore di rischio PAM iniziale e quello finale rappresenta – in estrema sintesi – l’incidenza annua di rivalutazione dell’immobile che, per effetto dell’intervento di miglioramento sismico, incrementa il suo valore di mercato.

Perdita Annua Media (PAM) Classe PAM
PAM ≤ 0,50% A+
0,50% < PAM ≤ 1,00% A
1,00% < PAM ≤ 1,50% B
1,50% < PAM ≤ 2,50% C
2,50% < PAM ≤ 3,50% D
3,50% < PAM ≤ 4,50% E
4,50% < PAM ≤ 7,50% F
7,50% < PAM G
Indice di Sicurezza allo SLV (IS-V) Classe IS-V
100% < IS-V A+
80% < IS-V ≤ 100% A
60% < IS-V ≤ 80% B
45% < IS-V ≤ 60% C
30% < IS-V ≤ 45% D
15% < IS-V ≤ 30% E
IS-V ≤ 15% F

Via G. Galilei, 50 – Brescia

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